Ecomondo 2019: economia circolare, luci e ombre

Volge al termine a Rimini l’edizione 2019 di Ecomondo, la più grande fiera europea dedicata all’economia circolare e al riciclo. L’evento, dedicato alle aziende più importanti nel settore del riciclo e in generale delle energie rinnovabili, è giunto alla sua diciasettesima edizione e anche quest’anno ha richiamato visitatori da tutta Europa.

Noi di Thinkersoup eravamo presenti e abbiamo colto l’occasione per fare il punto su alcune questioni che ci stanno particolarmente a cuore, in particolare con riguardo allo smaltimento del packaging e alla comunicazione della sostenibilità dello (e sullo) stesso.

L’Italia, com’è noto, si colloca ai primi posti nella classifica dei Paesi europei per percentuale di riciclo sul totale di rifiuti raccolti, con oltre 10.000 imprese coinvolte a vario titolo nella raccolta, nel recupero e nello smaltimento.

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Un’installazione curata da Coripet, uno dei due consorzi italiani dedicati al riciclaggio del PET

L’Italia si colloca ai primi posti nella classifica dei Paesi europei per percentuale di riciclo sul totale di rifiuti raccolti.

Come agenzia che ha tra i suoi punti di forza la comunicazione della sostenibilità, è per noi di fondamentale importanza monitorare non solo le soluzioni offerte dal mercato “a monte”, nell’ambito dello sviluppo di materiali innovativi, ma anche ciò che accade una volta che il nostro pack è stato correttamente smaltito dal consumatore ed inizia il percorso di recupero che, si spera, arriverà a donargli una nuova vita.

Ad ogni angolo degli spazi espositivi erano presenti degli appositi contenitori che permettevano di smaltire, separandoli, plastica, carta, vetro e lattine.

Un primo segnale, informale se volete ma molto significativo, ci arriva direttamente dall’allestimento della fiera. Ad un evento dedicato interamente al riciclo e al riutilizzo dei rifiuti era naturale attendersi che particolare attenzione fosse rivolta alla raccolta dei rifiuti prodotti dai visitatori stessi, e infatti le nostre aspettative non sono state deluse.

Ad ogni angolo degli spazi espositivi erano presenti degli appositi contenitori che permettevano di smaltire, separandoli, plastica, carta, vetro e lattine.

Purtroppo i cestini della differenziata convivevano, senza sostituirli, con i normali cestini presenti nello spazio espositivo, lanciando un segnale contraddittorio alle decine di migliaia di visitatori che hanno affollato gli stand della Fiera di Rimini in questi giorni.

I cestini della differenziata convivevano con i normali cestini dell’indifferenziata, lanciando un segnale contraddittorio ai visitatori.

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I vostri eroi Nadia Hachoum e Alessandro Ferraresso direttamente da Ecomondo 2019

Sotto l’aspetto dei materiali, un grande sforzo è stato fatto da parte delle imprese addette alla ristorazione per eliminare la plastica monouso sostituendola con stoviglie di carta o di materiale compostabile.

Purtroppo anche qui va segnalata una comunicazione insufficiente, che ha indotto molti visitatori – non tutti esperti del settore, erano presenti anche molte scolaresche – a smaltire i rifiuti in modo errato o a conferirli direttamente nell’indifferenziata.

E’ nostra opinione che il termine “compostabile” non abbia ancora fatto breccia in modo sufficiente tra i consumatori, e per molti il suo significato è ancora alquanto nebuloso. Andrebbe fatto uno sforzo di comunicazione ulteriore per quanto riguarda questi nuovi materiali e il loro corretto smaltimento, altrimenti il rischio è quello di vanificare lo sforzo ecologico alla base del loro utilizzo.

Il termine compostabile non ha ancora fatto breccia in modo sufficiente tra i consumatori. Andrebbe fatto uno sforzo di comunicazione ulteriore per quanto riguarda questi nuovi materiali e il loro corretto smaltimento.

Ovviamente non mancano le novità positive, ben rappresentate a Ecomondo 2019. Abbiamo ad esempio notato che la filiera di recupero del PET (Polietilene tereftalato), gode di ottima salute nonostante si stia recentemente assistendo ad una – a nostro avviso immeritata – demonizzazione di questo materiale e in particolare delle bottiglie di plastica monouso.

Molto interessanti gli Stati Generali della Green Economy, tradizionale appuntamento promosso dal Consiglio Nazionale della Green Economy in collaborazione con i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico. Un’occasione imperdibile per fare il punto della situazione evidenziando i progressi ottenuti ma anche per fare una sana autocritica sugli obiettivi mancati.

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Economia circolare: quale futuro?

Altra nota positiva di questa fiera riguarda lo sforzo collettivo, che abbiamo notato ad ogni livello, nell’abbandonare il concetto di “novità ad ogni costo” per concentrarsi sulla necessità di “fare sistema” tra i vari player di mercato nell’ottica di sviluppare una redditività che permetta davvero alla circular economy del riciclo di avviarsi e camminare sulle proprie gambe.

Altra nota positiva riguarda lo sforzo collettivo nell’abbandonare il concetto di “novità ad ogni costo” per concentrarsi sulla necessità di “fare sistema” tra i vari player

Nel complesso l’economia circolare in Italia – paese all’avanguardia in Europa in questo settore – mostra qualche punto di forza a fronte di molti nodi ancora irrisolti, ma si conferma una realtà in crescita desiderosa di espandere e consolidare il proprio spazio nel mercato.

 

Reportage di Alessandro Ferraresso. Foto di Nadia Hachoum.

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