PLASTICA: Minaccia o opportunità?

PLASTICA: vantaggi

La plastica di per sé, se usata correttamente non è una minaccia. Anzi, in alcuni casi è l’unica soluzione efficiente di packaging per un prodotto, rendendola così insostituibile.

Inoltre ha numerosi vantaggi come il garantire la tracciabilità del prodotto e preservare standard di igiene molto elevati.

Basti pensare alla quarta gamma, che per l’appunto necessita dell’effetto barriera creato dalla plastica proprio per non far appassire la verdura lavata.

Oppure prodotti che per la loro naturale delicatezza necessitano di un ambiente protetto per garantirne la conservazione (si pensi ai mirtilli, o anche ai peperoni).

 

SVANTAGGI

I problemi di fondo legati all’uso della plastica quindi sono due: la sua produzione e il suo smaltimento.

Se il primo problema è di natura più etica che pratica – l’impiego di risorse fossili non rinnovabili – il secondo problema ha risvolti estremamente pratici: la plastica, se non smaltita correttamente, finisce per disperdersi nell’ambiente con un ciclo di vita talvolta nell’ordine di migliaia di anni, entrando in contatto con organismi animali e vegetali ed alterandone il ciclo produttivo e la catena alimentare.

 

 

BIOPLASTICHE

Esistono sempre più alternative biodegradabili e compostabili come le bioplastiche. Tuttavia il loro impiego al posto delle plastiche “tradizionali” non è di per sé esente da problemi in quanto non sono performanti come la plastica.

Avendo inoltre un costo elevato e necessitando – per la loro produzione – alti consumi d’acqua e di migliaia di ettari di terreno fertile sottratto all’alimentazione umana e animale, sollevano ancora qualche critica e perplessità.

Oltretutto non tutte le bioplastiche sono compostabili: alcune richiedono determinati impianti per il loro smaltimento, altrimenti non si biodegradano e permangono nell’ambiente non diversamente dalle plastiche di origine fossile.

SOLUZIONI

Ad ogni modo, la vera soluzione potrebbe essere un’informazione e sensibilizzazione attiva dei consumatori, razionalizzando i packaging e privilegiando soluzioni che comportino il minor impiego possibile di materiale plastico con riguardo all’uso che se ne deve fare.

 

 

Dunque, dove possibile, ridurne la produzione. Dove invece impossibile (teniamo conto che come detto poc’anzi la plastica ha un ruolo fondamentale nel prolungare la vita del prodotto) comunicare al meglio nel packaging non solo il materiale, ma anche dove e se gettarla dopo l’uso, per accompagnare il cliente in questo percorso di consapevolezza.

Questo obiettivo ci vede coinvolti in prima persona come agenzia, cercando di sviluppare dei metodi sempre più efficaci per comunicare la sostenibilità del packaging e la corretta procedura di smaltimento. In questo modo il packaging – non solo di plastica – cesserà di essere (e di essere percepito) come una minaccia e verrà riconosciuto a tutti gli effetti come un’opportunità.
Di comunicazione, ma anche di educazione.

 

 

 

Nadia Hachoum e Alessandro Ferraresso
Thinkersoup Srl

 

 

 

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